Nel
suo comizio ha attaccato duramente il candidato a sindaco Repice e la sua squadra
TROPEA-Attacchi a tutto
spiano nei confronti della lista “Passione Tropea” e del
candidato a sindaco Adolfo Repice durante il primo comizio della
lista avversaria “Uniti per la Rinascita” tenuto dal candidato a
sindaco Gaetano Vallone dal balcone dell'Antico Sedile in Piazza
Ercole. La campagna elettorale è entrata dunque nel vivo, mancando
sei giorni alla chiamata alle urne dei cittadini. Incomincia dunque
per i candidati la frenesia di raccogliere il consenso degli
indecisi che costituiscono una parte notevole degli elettori. Ad
aprire il comizio di Vallone è stata Marinita Barone che ha
ricordato l'operato del già sindaco di Tropea, «sempre
all'insegna della legalità e dell'amore sviscerato che ha per la
città».
Gaetano Vallone
ha esordito davanti ai numerosi cittadini presenti in Piazza Ercole e
nell'adiacente via del corso dichiarando di «non
aver messo in atto alcuna strategia durante le precedenti
amministrazioni Cortese ed Euticchio»,
ma di essersi deciso a scendere di nuovo in campo adesso, dopo aver
constatato che «i
sacrifici da me fatti ed i progressi raggiunti sono andati in fumo,
ma non per fare il sindaco in videoconferenza»
con chiaro riferimento al candidato avversario. Inoltre, Vallone ha
definito Adolfo Repice un «venditore di fumo» contestando le
dichiarazioni dell'avversario in merito alla sua presenza a Tropea e
ai suoi viaggi periodici a Torino ed altrove per reperire
finanziamenti e sfruttare le conoscenze competenti al fine di
risolvere i problemi della cittadina. A queste parole dette dal suo
avversario in un video pubblicato sul sito Tropeaedintorni.it il
candidato a sindaco della lista “Uniti per la Rinascita” ha
replicato: «I cittadini non ti crederanno, tu starai a Torino
esclusivamente per i tuoi interessi e non per quelli di Tropea».
Gaetano Vallone ha poi aggiunto:«Lo sai che dopo le amministrazioni
degli anni 80 di cui ha fatto parte anche tuo fratello Egidio, io
trasformai questa cittadina da stracciona a nobile e a ricevere
riconoscimenti nazionali e internazionali? Ora sarà proprio il
sindaco della spazzatura e delle buche, come mi avete etichettato, a
far risorgere Tropea». Dopo aver attaccato anche il candidato Nino
Valeri, accusandolo di «aver votato insieme all'amministrazione
Euticchio l'uscita da alcuni importanti circuiti turistici» Vallone
è passato poi a ricordare ai cittadini il suo operato ed i risultati
ottenuti dalle sue amministrazioni. Tra questi:«la pavimentazione di
vie e piazze, la realizzazione di diverse opere pubbliche quali la
strada del mare ed il lungo mare, la ristrutturazione dell’Antico
Sedile, di Palazzo Sant’Anna, di Palazzo Collareto Galli,
l'ottenimento di importanti riconoscimenti come le cinque vele di
Legambiente, il primo posto nel vacanzometro del famoso rotocalco
nazionale “Gente” nel 2005» e altri riconoscimenti. Il candidato
a sindaco ha ricordato inoltre di aver condotto diverse campagne di
promozione quali «la realizzazione di numerosi inserti in riviste
famose». Infine Gaetano Vallone ha concluso:«Adolfo Repice, impara
a conoscere la realtà di Tropea e giudica te stesso e il tuo operato
insulso e foriero di effetti devastanti». Questa dunque la cronaca
del primo comizio della campagna elettorale per le elezioni comunali
di una cittadina che viene da ben due gestioni commissariali
succedutesi ad amministrazioni che sono cadute, sia di destra che di
sinistra. Adesso la palla spetta all'avversario Repice, impegnato per
ora in una campagna elettorale innovativa, fatta di incontri tematici
con esperti del luogo e di Torino sui problemi della cittadina e
sull'individuazione delle soluzioni. Da parte sua il candidato
Vallone oppone l'operato svolto nel decennio in cui è stato sindaco
e nei tre anni da vicesindaco. Nel gioco si ha in uso dire “vinca
il migliore”. Questa volta si tratta di uno scontro tra titani i
quali godono di ampio consenso presso il popolo e dunque sarà molto
difficile pronosticare da comizi o incontri, ma la reale differenza
la faranno le urne, testimoni della volontà di un popolo sovrano,
più o meno consapevole.

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