sabato 20 marzo 2010

Vallone apre lo scontro

Nel suo comizio ha attaccato duramente il candidato a sindaco Repice e la sua squadra

TROPEA-Attacchi a tutto spiano nei confronti della lista “Passione Tropea” e del candidato a sindaco Adolfo Repice durante il primo comizio della lista avversaria “Uniti per la Rinascita” tenuto dal candidato a sindaco Gaetano Vallone dal balcone dell'Antico Sedile in Piazza Ercole. La campagna elettorale è entrata dunque nel vivo, mancando sei giorni alla chiamata alle urne dei cittadini. Incomincia dunque per i candidati la frenesia di raccogliere il consenso degli indecisi che costituiscono una parte notevole degli elettori. Ad aprire il comizio di Vallone è stata Marinita Barone che ha ricordato l'operato del già sindaco di Tropea, «sempre all'insegna della legalità e dell'amore sviscerato che ha per la città».
Gaetano Vallone ha esordito davanti ai numerosi cittadini presenti in Piazza Ercole e nell'adiacente via del corso dichiarando di «non aver messo in atto alcuna strategia durante le precedenti amministrazioni Cortese ed Euticchio», ma di essersi deciso a scendere di nuovo in campo adesso, dopo aver constatato che «i sacrifici da me fatti ed i progressi raggiunti sono andati in fumo, ma non per fare il sindaco in videoconferenza» con chiaro riferimento al candidato avversario. Inoltre, Vallone ha definito Adolfo Repice un «venditore di fumo» contestando le dichiarazioni dell'avversario in merito alla sua presenza a Tropea e ai suoi viaggi periodici a Torino ed altrove per reperire finanziamenti e sfruttare le conoscenze competenti al fine di risolvere i problemi della cittadina. A queste parole dette dal suo avversario in un video pubblicato sul sito Tropeaedintorni.it il candidato a sindaco della lista “Uniti per la Rinascita” ha replicato: «I cittadini non ti crederanno, tu starai a Torino esclusivamente per i tuoi interessi e non per quelli di Tropea». Gaetano Vallone ha poi aggiunto:«Lo sai che dopo le amministrazioni degli anni 80 di cui ha fatto parte anche tuo fratello Egidio, io trasformai questa cittadina da stracciona a nobile e a ricevere riconoscimenti nazionali e internazionali? Ora sarà proprio il sindaco della spazzatura e delle buche, come mi avete etichettato, a far risorgere Tropea». Dopo aver attaccato anche il candidato Nino Valeri, accusandolo di «aver votato insieme all'amministrazione Euticchio l'uscita da alcuni importanti circuiti turistici» Vallone è passato poi a ricordare ai cittadini il suo operato ed i risultati ottenuti dalle sue amministrazioni. Tra questi:«la pavimentazione di vie e piazze, la realizzazione di diverse opere pubbliche quali la strada del mare ed il lungo mare, la ristrutturazione dell’Antico Sedile, di Palazzo Sant’Anna, di Palazzo Collareto Galli, l'ottenimento di importanti riconoscimenti come le cinque vele di Legambiente, il primo posto nel vacanzometro del famoso rotocalco nazionale “Gente” nel 2005» e altri riconoscimenti. Il candidato a sindaco ha ricordato inoltre di aver condotto diverse campagne di promozione quali «la realizzazione di numerosi inserti in riviste famose». Infine Gaetano Vallone ha concluso:«Adolfo Repice, impara a conoscere la realtà di Tropea e giudica te stesso e il tuo operato insulso e foriero di effetti devastanti». Questa dunque la cronaca del primo comizio della campagna elettorale per le elezioni comunali di una cittadina che viene da ben due gestioni commissariali succedutesi ad amministrazioni che sono cadute, sia di destra che di sinistra. Adesso la palla spetta all'avversario Repice, impegnato per ora in una campagna elettorale innovativa, fatta di incontri tematici con esperti del luogo e di Torino sui problemi della cittadina e sull'individuazione delle soluzioni. Da parte sua il candidato Vallone oppone l'operato svolto nel decennio in cui è stato sindaco e nei tre anni da vicesindaco. Nel gioco si ha in uso dire “vinca il migliore”. Questa volta si tratta di uno scontro tra titani i quali godono di ampio consenso presso il popolo e dunque sarà molto difficile pronosticare da comizi o incontri, ma la reale differenza la faranno le urne, testimoni della volontà di un popolo sovrano, più o meno consapevole.

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