Urge un programma di recupero e salvaguardia del patrimonio storico della città
TROPEA – Un altro crollo sul
lungomare della cittadina turistica. Ma
questa volta non si è trattato della rupe fragile e che necessita di interventi
di consolidamento. L’evento si è verificato nelle prime ore del mattino di ieri
e, per fortuna, non ha coinvolto alcun veicolo o pedone per una manciata di
secondi. Una vera e propria pioggia di mattoni e pietre ha interessato un
tratto della careggiata del lungomare Antonio Sorrentino, vicino al famoso
scoglio dell’isola. A causare il crollo
è stato il distaccamento di una parte di cornicione dell’antico palazzo sede
dell’ex scuola materna Santa Giovanna Antida. Tempestivo l’intervento del
gruppo comunale della Protezione Civile,dei tecnici del l’Ufficio Tecnico
comunale, della Polizia
municipale e dei Vigili del fuoco che si sono recati nell’area interessata dal
crollo ed hanno prontamente transennato la zona, chiudendola
sia al traffico veicolare che a quello pedonale, anche se qualcuno nelle ore seguenti ha rimosso le transenne sul marciapiede rischiando la propria incolumità. I tecnici che hanno successivamente effettuato un sopraluogo al palazzo hanno dichiarato non compromessa la staticità dell’edificio, anche se è previsto un altro crollo della restante parte della facciata, in quanto è stata realizzata con pietre ad incastro. Questa volta non si è trattato dunque di una frana della rupe che è pericolante e necessità di tempestivi interventi, ma del crollo di materiale edilizio, fatto che non può suscitare polemiche politiche, ma certamente desta preoccupazione tra gli abitanti che si interrogano sul futuro di una cittadina che non può apparire come un cantiere alle migliaia di turisti che prenoteranno le loro vacanze e che poi affolleranno le strade e le spiagge della cittadina durante la stagione estiva. Per lo stato in cui versa la citadina, proprio nelle zone nevralgiche per il turismo, si rischia una forte decrescita dell’attrattività turistica con un conseguente e grave danno per l’economia della cittadina Questo non è allarmismo, ma deve essere uno sprone a chi di dovere deve intervenire per preservare una ricchezza che rischia di svanire tragicamente. Questo crollo pone sicuramente, a giudizio di tutti, un problema che non può essere ignorato. Le bellezze storiche e ambientali del piccolo territorio, la rupe ed il suo Centro Storico, hanno bisogno di essere inseriti in un programma di recupero e di valorizzazione, per cui è necessario recuperare fondi ad hoc e ciò ostituirà sicuramente una priorità assoluta sul banco della compagine che nel 2010 assumerà il testimone dell’amministrazione cittadina. Il lungomare “Antonio Sorrentino” versa in uno stato di degrado, causato da restringimenti di carreggiata per cantieri di lavoro fermi, zone pericolanti, un muro di contenimento di cemento armato che restringe ulteriormente la strada e l’area transennata ieri che rimarrà ancora chiusa e taglia di fatto in due il lungomare poiché, dato il fatto che il pericolante cornicione è costituito da pietre ad incastro, sono previsti altri crolli, ovviamente non può esserne previsto il momento.
sia al traffico veicolare che a quello pedonale, anche se qualcuno nelle ore seguenti ha rimosso le transenne sul marciapiede rischiando la propria incolumità. I tecnici che hanno successivamente effettuato un sopraluogo al palazzo hanno dichiarato non compromessa la staticità dell’edificio, anche se è previsto un altro crollo della restante parte della facciata, in quanto è stata realizzata con pietre ad incastro. Questa volta non si è trattato dunque di una frana della rupe che è pericolante e necessità di tempestivi interventi, ma del crollo di materiale edilizio, fatto che non può suscitare polemiche politiche, ma certamente desta preoccupazione tra gli abitanti che si interrogano sul futuro di una cittadina che non può apparire come un cantiere alle migliaia di turisti che prenoteranno le loro vacanze e che poi affolleranno le strade e le spiagge della cittadina durante la stagione estiva. Per lo stato in cui versa la citadina, proprio nelle zone nevralgiche per il turismo, si rischia una forte decrescita dell’attrattività turistica con un conseguente e grave danno per l’economia della cittadina Questo non è allarmismo, ma deve essere uno sprone a chi di dovere deve intervenire per preservare una ricchezza che rischia di svanire tragicamente. Questo crollo pone sicuramente, a giudizio di tutti, un problema che non può essere ignorato. Le bellezze storiche e ambientali del piccolo territorio, la rupe ed il suo Centro Storico, hanno bisogno di essere inseriti in un programma di recupero e di valorizzazione, per cui è necessario recuperare fondi ad hoc e ciò ostituirà sicuramente una priorità assoluta sul banco della compagine che nel 2010 assumerà il testimone dell’amministrazione cittadina. Il lungomare “Antonio Sorrentino” versa in uno stato di degrado, causato da restringimenti di carreggiata per cantieri di lavoro fermi, zone pericolanti, un muro di contenimento di cemento armato che restringe ulteriormente la strada e l’area transennata ieri che rimarrà ancora chiusa e taglia di fatto in due il lungomare poiché, dato il fatto che il pericolante cornicione è costituito da pietre ad incastro, sono previsti altri crolli, ovviamente non può esserne previsto il momento.

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