giovedì 1 novembre 2007

Jordanian Women's Union e Plurale Femminile

 La plurale femminile incontra Nadia Shamrouk.
Da anni si batte per la tutela dei diritti delle donne nel medioriente 


TROPEA - L’associazione Tropeana “Plurale Femminile” ha offerto un’importante occasione di confronto ai suoi membri e non solo. Nella serata di Sabato al centro culturale provinciale, i presenti hanno avuto modo di interloquire con la rappresentante della Jordanian Women’s Union, Nadia Shamrouk, che ha illustrato la storia e gli obbiettivi dell’associazione di cui fa parte, costituitasi nel 1945, che si batte per la tutela dei diritti umani ed in particolare di quelli delle donne. A preparare il suo intervento è stato Giovanni Crotti, responsabile di Reggio Calabria dell’ONG Un ponte per…, associazione nata durante la Seconda Guerra del Golfo per fornire aiuto ai civili iracheni, ma che in seguito si è ramificata anche a Belgrado e ad Amman, capitale della Giordania. Ha promesso inoltre di organizzare un incontro in seguito con il responsabile nazionale dell’associazione per mostrare gli obbiettivi e le iniziative intraprese nell’area del medioriente.
Nadia Shamrouk, con l’ausilio di un interprete tunisino,Khaled Zouagha, ha iniziato il suo intervento esprimendo la sua grande soddisfazione per essere stata invitata. “La Jwu – ha spiegato – è la prima iniziativa che è nata nel cuore del popolo. Nel ’57 è stata interdetta da Re Hussein che ha messo fuori legge i partiti politici e le associazioni, ma nel ’74 è stata rifondata. Nonostante tutto nel ’81 un’altra decisione politica ha bloccato nuovamente l’iniziativa, ma l’associazione viene riabilitata nel ’90 dopo aver vinto il ricorso legale. L’esempio dato dalla Jwu deve invitare tutti coloro che vogliono ottenere qualcosa a lottare con caparbietà. Nel corso del suo intervento ha tenuto a sottolineare come “l’attività e le iniziative dell’associazione riguardo l’emancipazione della donna devono fronteggiare un doppio ostacolo: da un lato il regime politico, dall’altro il sistema sociale giordano in cui la donna è subordinata al padre o al marito, costretta ad accettare matrimoni combinati dalle famiglie d'origine, vivente in uno stato di povertà grave e vittima indifesa di prepotenze di ogni genere. La riforma del sistema legislativo deve essere necessariamente accompagnata da una profonda rivoluzione nell’ambito socio-culturale”. Gli obbiettivi principali dell’associazione sono: far crescere nelle donne la coscienza dell’importanza della lotta per i diritti; rafforzare la tutela dei diritti umani in generale e delle donne dei bambini in particolare;offrire alle donne giordane ed in generale a tutte quelle arabe un supporto nelle loro varie lotte. “Le principali attività della Jwu – ha poi spiegato Nadia – sono la creazione di una linea telefonica a disposizione delle donne giordane, per denunciare gli abusi e ricevere aiuto legale e psicologico, e un rifugio per casi grazi di abuso che richiedono specifica protezione, istituito nel ’99. L’associazione in collaborazione con “Un ponte per..” sta portando avanti l’importante progetto di riformare il diritto di famiglia in cinque paesi arabi: Egitto, Siria, Giordania, Palestina, Libano”. Alla domanda posta da Crotti sul rapporto con le componenti che lavorano negli altri paesi, lei ha risposto che ognuna agisce coordinatamente al progetto comune, pur tenendo conto delle realtà specifiche ed impostando l’azione conformemente al territorio in cui opera. Un’altra domanda le è stata fatta dallo stesso responsabile riguardo al rapporto tra religione e cultura nella subordinazione della donna all’uomo ed ha affermato che “visto l’attaccamento del popolo alla religione, i detentori del potere strumentalizzano alcune norme religiose per motivi di controllo”. Infine Nadia Shamrouk ha concluso, rispondendo anche alle altre domande, dichiarando che “ la laicità è un traguardo molto importante, perciò, vista la situazione delicata nei paesi nei quali operiamo, dobbiamo portare avanti la nostra azione riformatrice gradualmente per non rischiare di perdere gli effetti ottenuti”. E’ stata così mantenuta la promessa di questo importante incontro,fatta dalla presidente della Plurale Femminile Domenica Filardi, in seguito alla donazione di cui l’Ong giordana era beneficiaria insieme ad Actionaid.








 

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